Il Ramen

Il Ramen

Con i primi freddi è importante scaldarsi anche a tavola, se volete provare qualcosa di diverso dalle solite zuppe ecco la ricetta originale del Ramen giapponese, il piatto più popolare di tutta la cucina nipponica.

Per preparare un ottimo Ramen bisogna partire dal brodo, questo si ricava dalla lenta cottura della carne che può essere di maiale, pollo o manzo, oppure dal brodo di pesce che può essere di sarde o di sgombro accompagnato da foglie di bonito essiccate (katsuobushi). Questo procedimento richiede almeno dalle 14 alle 18 ore, anche se alcune versioni più tradizionali prevedono addirittura alcuni giorni.

Al brodo viene quindi aggiunta una salsa aromatizzante chiamata tara. La tara è spesso composta da aglio fritto, peperoncino, semi di sesamo macinati, altre spezie e persino sake. I tre sapori principali della tara sono shoyu (salsa di soia), miso (soia fermentata) e shio (sale).

In genere, la tara viene combinata con la zuppa in un rapporto approssimativo di 1:10. Il miso, tuttavia, è un’eccezione. È comune usare più del 10% di miso, perché contiene meno sale per unità di peso rispetto alla salsa di soia.

Condimenti:

I condimenti variano a seconda della regione , i più comuni includono: chashu (spalla o pancia di maiale grasso), maiale macinato, ajitsuke tamago (uovo parboiled, a volte indicato come ajitama), nori (alghe), moyashi (germogli di soia), menma o shinachiku (germogli di bambù fermentati), negi ( cipollotto verde tritato), funghi shiitake , kikurage ( funghi orecchio di giuda), kamaboko o naruto (fette di surimi di pesce), takana (verdure sottaceto speziate), goma(semi di sesamo, di solito macinati) e ninniku (aglio).

Noodles:

I ramen sono normalmente dei “Kansui Noodles” a base di farina di frumento, realizzati utilizzando un tipo di acqua minerale alcalina che contiene carbonato di sodio e solitamente carbonato di potassio.

Con questa miscela si ottengono spaghetti dalla consistenza forte, ideali per quando vengono mescolati al brodo.

Alcune varianti regionali, come quelle dell’Hokkaido, utilizzano noodles più spessi (1,8 millimetri), mentre le varietà meridionali come Hakata usano spaghetti sottili (1,0 mm) e dritti. Il tempismo è la chiave per una ciotola perfetta. A seconda della loro composizione, i noodles dovranno essere bolliti da pochi secondi a un minuto.

Una volta cotti vanno serviti caldi per non perdere le loro caratteristiche.

Itadakimasu

 

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