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Ispirazione

La dieta di Okinawa

La dieta di Okinawa

La dieta di Okinawa per vivere a lungo e in salute

L’isola di Okinawa, detta anche l’isola della longevità, deve la sua fama all’alto numero di centenari che la popolano. Tra i vari fattori che influenzano questo particolare stato di grazia, oltre alle componenti biologiche e genetiche, bisogna considerare l’alimentazione. Lo “ishokudoghen”, che in giapponese significa “il cibo è una medicina”, concetto già caro a Ippocrate, comporta che gli abitanti dell’arcipelago giapponese abbiano una bassissima incidenza di malattie come diabete, ictus, cardiopatie, cancro, osteoporosi. L’età media si aggira intorno agli 82 anni e riescano anche in tarda età a lavorare, pescare, ballare e praticare il Kobudo, un’arte marziale locale.

Okinawa

Tra i segreti di questa alimentazione troviamo un importante utilizzo di alghe, pesce e tè verde. Ma non solo, anche la quantità di riso è inferiore a quella utilizzata nel resto del Giappone. Alla base della dieta inoltre c’è anche un altro concetto caro ai centenari di Okinawa: l’Hara hachi bu” ovvero saziarsi all’80 per cento.  Bisogna alzarsi da tavola ancora con un leggero appetito e suddividere la quantità di cibo nel corso di tutta la giornata. Quindi mangiare piccole porzioni di diverse pietanze (meglio se stagionali) piuttosto che una qualità maggiore di un unico alimento.

Okinawa

Ma vediamo da vicino quali alimenti fanno parte dell’alimentazione di Okinawa e quante volte devono essere assunti

Riso: anche integrale cotto al vapore, consumato in tutti e 3 i pasti principali della giornata (colazione pranzo e cena)

Soba: noodles di farina di grano saraceno / possono sostituire talvolta l’elemento amidaceo (riso). Spesso serviti con un brodo a base di salsa di soia e dashi (tsuyu)

Verdure: spesso consumate all’inizio di un pasto, a crudo condite con aceto di riso e salsa di soia, oppure cotte al vapore o saltate leggermente nel wok con mirin , sake e olio di sesamo.

Le più diffuse sono: cavoli, carote, rape, germogli di bambù, funghi e la loro zucca.

Fonti proteiche: SOIA consumata sotto forma di tofu, miso (soia fermentata) natto (soia fermentata)

Importante anche il pesce e i frutti di mare che compaiono nei piatti 3-4 volte alla settimana.

Carni: raramente consumano carne di maiale: non più di una volta alla settimana

ALGHE (kombu, nori e hijiki): in zuppa o si usano in molte basi per condire il pesce altrimenti si consumano da sole condite solo con aceto di riso (gastroprotettore)

Tè: verde ricco i polifenoli e antiossidanti viene consumato ad ogni pasto (almeno 1 L al giorno)

ALIMENTI ASSENTI:

  • latte e derivati
  • dolci sono ridotti al minimo (solo in occasione di festività si consumano dolci a base di riso e anko (fagioli rossi)
  • frutta: si coltiva poco ed è considerata un cibo quasi di lusso.

Vantaggi: stabili livello di glicemia / apporto di tutti i macronutrienti di cui molti fermentati/regime alimentare poco calorico.

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